Squalificata una “atleta” alla Randonnée dell’Etrusco - Aggiornamento (secondo)

È con grande rammarico, ma con fermezza, che comunichiamo a tutti i ciclisti randonneurs del movimento italiano che siamo stati costretti, dopo appurati controlli, a squalificare e a revocare il brevetto a una atleta che (non) ha partecipato alla Randonnée dell’Etrusco di Anguillara Sabazia lo scorso 17 maggio.

Il fatto è questo: ci siamo accorti che pur consegnando il tesserino all’arrivo, con tutti i timbri regolarmente apposti ai controlli durante il percorso, questa “atleta” (atleta si fa per dire…) non ha effettivamente preso parte e pedalato alla nostra Randonnée. L’escamotage messo in pratica, e che ha ingannato me personalmente e altri miei soci e collaboratori durante il percorso, è stato quello di consegnare il suo cartellino (che aveva regolarmente avuto la mattina, durante la “punzonatura”) a un altro ciclista. Quest’ultimo è partito con due tesserini in tasca e a ogni controllo ne ha consegnati due da timbrare. Nelle fasi concitate dei controlli noi siamo stati dunque ingannati e abbiamo apposto il timbro a un tesserino collegato a una “atleta” che però non era presente sul percorso.

Di più: la stessa “signora”, lo stesso giorno, dopo aver ritirato il tesserino da noi, si è poi spostata solo di qualche kilometro per partecipare a un Triathlon organizzato in un paesino (Trevignano Romano) a soli 13 kilometri dalla nostra sede di partenza e arrivo. Ha dunque ritirato il nostro tesserino, ottenuto i timbri attraverso il suo “complice” (che abbiamo ovviamente individuato) e quindi partecipato a una altra prova (della quale, peraltro, figura nell’ordine di arrivo ufficiale…).

Con questa squalifica - comunicata tempestivamente all’Ari e all’Audax Club Parisienne - noi vogliamo anche dare un segnale a tutto il nostro movimento: al di là dell’aspetto patetico e antisportivo dell’operazione, il messaggio che vogliamo dare è quello della serietà di una disciplina che, pur non competitiva, necessita però di correttezza, per conseguire un brevetto che tutti gli altri ciclisti ottengono con “sudore e fatica”.

Non pubblichiamo il nome di questa persona né del suo “complice” per una mera questione di pietas… ma siamo in attesa di comunicazioni, da parte dell’Ari e dell’Acp, per eventuali altri tipi di sanzioni. Nel frattempo, l’omologazione è stata stralciata.

AGGIORNAMENTO: l'ARI e l'ACP ci hanno appena comunicato (10:36 del 22/05/2015) di aver iniziato la procedura di revoca del brevetto sia per l'atleta fantasma sia per il collega che si è prestato all'inganno. Questo comunicato verrà pubblicato anche sul sito ufficiale dell'ARI.

AGGIORNAMENTO (26(05/2015): Ci ha contattato telefonicamente, e via email, il ciclista che ha portato con sé e fatto timbrare oltre al suo anche il cartellino della ragazza, durante la nostra manifestazione.

Ha tenuto a precisare due cose. La prima: si è scusato con noi, con tutti i ciclisti partenti, e in generale con l’Ari e il movimento randonnée. La seconda: ci ha assicurato che la ragazza non sapeva nulla della cosa, che è stata una sua personale e spontanea iniziativa, peraltro commessa con estrema leggerezza, e che se ne assume tutte le responsabilità.

Questo è quanto, e ci sembra corretto riportarlo in calce a questo comunicato. Come a suo tempo, anche adesso, ribadiamo che non è nostra abitudine fare alcuna “caccia alle streghe”. A noi piace unicamente pedalare e organizzare eventi sportivi, nel rispetto delle regole, s’intende. Ci siamo assunti la responsabilità, in quanto organizzatori e giudici, di revocare il brevetto. E per noi tutta la vicenda si chiude qui. Sul serio.

E ora andiamoci a fare un bel giro in bicicletta!

Valerio Lo Monaco

Presidente Vélo Club Audax Roma