Ecco a voi il mondo dell'Enduro (visto con l'occhio Audax...)

È l'ultima disciplina arrivata all'interno del nostro Club, l'Enduro. E il merito in questo caso è di Marco Durastanti, che ha deciso di essere finalmente dei nostri, dalla stagione 2016, portando con sé tutto il fascino (e la novità, per quello che ci riguarda) di un modo di andare in bicicletta lontano anni luce dal cicloturismo classico che è alla base della nostra attività principale.

Ma nell'Enduro si fatica, eccome. Si fatica di gambe, di fiato, e di cuore... nel senso di coronarie (basta la foto per rendersene conto).

È una disciplina in forte crescita negli ultimi anni. Èd è anche l’ultima (rispetto al Downhill) che si può considerare “pedalata”, nel senso che sono di più i tratti nei quali si spinge sui pedali rispetto a quelli in cui si scende a ruota libera. Nelle gare di Enduro si guida contro il tempo in discesa per poi risalire, anche se in salita non si è cronometrati. Possiamo considerarla una versione “corsaiola” dell’all-mountain. In pratica: quando vai in giù ti prendono il tempo, quando vai in sù invece no, ma tanto, in salita devi pur andare, perché altrimenti non ti presenti in tempo per la sessione successiva di discesa...

Nell’Enduro serve un mezzo polivalente, che sia una “bomba” in discesa ma che permetta comunque di pedalare bene e di esprimere potenza in salita. La bicicletta insomma deve anche essere robusta, poiché le sollicitazioni sono davvero forti. I telai sono full suspended in alluminio o carbonio, con travel (ovvero corsa della sospensione) da 160mm e steli maggiorati da 36 mm. Le ruote sono da 26”, 27.5” o da 29”, con sezioni generose, dove compaiono anche cerchi più larghi. Poiché il grosso della prestazione lo si deve dare in discesa, la bici da Enduro è generalmente dotata di un monocorona all’anteriore e di 11 velocità al posteriore, freni a disco idraulici con rotori da 180mm e reggisella telescopico.

Una specie di astronave, insomma.


Gli equipaggiamenti di Enduro e All-mountain (altra disciplina) si somigliano molto. Anche qui maglie tecniche a maniche lunghe, pantaloncini leggeri e non aderenti, guanti rinforzati a dita intere e caschetti con protezione per la nuca (nelle Prove Speciali casco integrale). Anche le protezioni cominciano a diventare serie, con paraschiena, ginocchiere e gomitiere.
L’Enduro è dunque una disciplina tosta, che richiede la capacità di pedalare al massimo per i 20 minuti della durata della PS (il termine con cui è indicata la gara) che possono variare da 3 a più di 6 per volta.

Bisogna avere notevoli doti di resistenza anaerobica unite a tecnica ed equilibrio, oltre che alla lettura delle traiettorie e quel pizzico “d’incoscienza” che caratterizza i discesisti.

Pizzico? Quale pizzico? Basta dare una occhiata alle fotografie in basso e soprattutto al video, sotto.

E quindi: chi vuole unirsi a noi anche per questo sport?

Camera man, nonché biker: Marco Duranstanti