Giro d'Italia Ciclocross: ultima tappa all'Ippodromo delle Capannelle

La galleria fotografica è lunga, ma ne vale la pena: rende bene l'idea del motivo per il quale i ciclocrossisti sono chiamati "Gli Angeli del Fango".

Grande prova di gruppo del nostro Team, che cresce di giorno in giorno, di stagione in stagione.

Ciclocronaca a cura di Toni Mazzotta...

Grande presenza e grande soddisfazione per la partecipazione del team all'ultima tappa del Giro d'Italia ciclocross di Mercoledì scorso.
Già da Martedì l'arrivo della carovana Audax aveva messo in soggezione gli altri team. I potenti mezzi messi in campo dal presidente Lo Monaco e dal capitano Corleto lasciavano sgomenti per l'organizzazione.
L'appuntamento era comunque alle otto del mattino per il briefing prima della gara dove gli atleti si sono presentati puntuali ed in gran forma. Dopo il rito dei massaggi riscaldanti pre gara, il primo a partire è proprio Valerio, che allontanatosi un po' troppo per provare la gamba, veniva ritrovato a Frattocchie e portato sulla linea di partenza da una pattuglia di carabinieri...
Comunque partito come un fulmine, tiene botta per tutta la gara battagliando con onore e vendendo cara la ruota. Al traguardo inzaccherato come mai viene riconosciuto dal giudice di gara grazie alle impronte digitali prese prima dai caramba.
Nella seconda partenza si schierano per la categoria m4 Marco Corleto e Marco De Angelis e per gli m5 Toni Mazzotta.
Per un attimo un tiepido sole sembra scaldare il circuito reso ancora più viscido dalla prima frazione.
Come al solito i due m4 partono a razzo e fanno subito il vuoto, la potenza sprigionata dalle loro cosce è tale che dietro di loro il terreno sembra quasi asciugarsi. Fatto sta che dagli spalti il tifo ed i cori per il team Audax diventano assordanti.
I due quasi mano nella mano si buttano all'inseguimento dei primi, e solo un errore del De Angelis che sfortunatamente si aggancerà con il manubrio su una recinzione e lo farà carambolare per terra non gli consentirà di riprendere la testa della corsa.
I due arriveranno insieme stanchissimi ma fortunatamente illesi. Almeno così pare.
Per gli m5 il Mazzotta preferisce partire senza forzare, e dà subito prova di grande savoir-faire, quando al secondo giro la prima ragazza lo supera e lui subito si sposta perdendo un po' di concentrazione: per farsi notare si esibisce in un rovinoso carpiato in mezzo ad una curva così piena di fango che verrà ritrovato solo all'ultimo giro e farà appena in tempo a tagliare il traguardo.
Alla fine della gara, tutto il team, compresi il meccanico fotografo massaggiatore Sebastiano Ragonesi che ha rinunciato a correre per dar supporto logistico agli atleti, e le splendide supporter, si uniranno in un abbraccio corale.
Alla prossima ciclocronaca.

(Appuntamento a Domenica prossima)