Audax alla Rieti Riding in Mtb 2016: bollettino

Ci vuole un disclaimer prima di iniziare: per forza di cose si tratta di impressioni personali, visto che le scrivo in prima persona anche se riguardano tutto il team.

E ci vuole un altro inciso: questa manifestazione è da bollino rosso. Noi la abbiamo cerchiata, e l’anno prossimo ci saremo sicuramente. Organizzazione veramente impeccabile, percorso fatalmente affascinante, e grande cortesia in ogni dove. Oltre che una location di partenza e arrivo che sul serio è una ode al nostro sport. Veramente bravi, quelli di Rieti Riding.

E ora veniamo a noi. Cioè a tutto il team che per l’occasione ha deciso di raggiungere Pian de Valli direttamente il sabato. In luogo di un hotel a cinque stelle abbiamo optato, come quasi sempre, per la soluzione camper, ovvero per un oblò con un milione di stelle sopra. Cioè per un vero e proprio bivacco in alta quota (oltre 1500 mt) malgrado la temperatura di notte sia scesa più vicina allo zero che ai 10 gradi e ci sia stato un vento che sembrava voler spazzare via il tutto…

Ad ogni modo siamo partiti quasi tutti, nel senso che il nostro De Vizi non ha potuto prendere il via per un freno fuori uso, malgrado un tentativo notturno di riparazione sotto la bufera da parte di Corleto, e dunque ha dovuto per forza rimandare il battesimo del Terminillo al prossimo anno. Peccato. Per il resto, Critelli, Ragonesi, Corleto e io siamo partiti (insieme alla special guest D’Eliso). E siamo arrivati, intanto.

La mattina il vento non c’era quasi più, ma la temperatura è rimasta piuttosto fresca, per usare un eufemismo. E così, da stradista prestato all’off road, mi sono presentato alla partenza un filo troppo coperto (ne avrei pagato il prezzo qualche ora dopo).

Ho rischiato inoltre di essere doppiato al primo giro di pista prima ancora di iniziare il percorso, ma vabbé, ci può stare. Avendo optato per la tattica del “né forte né piano ma sicuro lontano” (retaggio da randonneur…) non è che mi aspettassi poi nulla di diverso. I miei compagni invece erano già avanti (addirittura Anna Critelli salirà sul podio, poi, a fine gara, qualche ora più tardi, nella classifica specifica femminile!).

Ora, a parte la strana sensazione di frenare e non fermarsi, di spingere sui pedali e non andare avanti su quelle rampe fatte di pietre, devo dire che pedalare nei boschi è stato veramente affascinante, e il panorama, da lassù, ci ha convinto ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, del motivo per il quale vale la pena scegliere questo sport e vestirlo come uno stile di vita.

Anche quando si è trattato di recuperare una ragazza di Pro Bike finita in una scarpata (senza conseguenze, a parte lo spavento). Anche quando si tratterà, adesso, di sbloccare la schiena bloccata per una insaccata… Anche quando tutto il resto… pedalare così, vivere così, è cosa che riempie sempre.

Adesso puntiamo le prossime 6 Ore di settembre e ottobre, dove faremo presenza di massa col nostro team. Al solito, chi viene con noi?

vlm