Granfondo del San Gottardo: un'esperienza in slow (e)motion raccontata dal socio Audax Marco Marzano

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È una bellissima giornata quella che, nonostante le previsioni fino a ieri avverse, si prospetta alla partenza della granfondo del San Gottardo 2016, che ho deciso di affrontare con gli amici Maura, Dario e Giulio in modalità "passeggiata", sempre insieme dal primo all'ultimo metro, incuranti del cronometro e felicemente consapevoli di potere andare fuori tempo massimo sin dal primo cancello orario. Per noi questa è una vacanza e la giornata odierna rappresenta un'occasione per un piccolo "viaggio in bici" in slow (e)motion.

La granfondo, interamente in territorio svizzero, è affascinante quanto impegnativa: 114 km. con 3.100 metri di dislivello suddiviso in tre sole lunghissime e impegnative salite, specie per me che ho deciso di pedalare con la gravel-bike in acciaio, una Surly Straggler da 15 kg.

La prima salita che affrontiamo è la cosiddetta "tremola", cioè la vecchia strada acciottolata che porta ai 2.108 mt. s.l.m. del valico del San Gottardo. La pendenza non è molto impegnativa (7-8 per cento) ma ovviamente il pavé aumenta la difficoltà di pedalata. Fortunatamente, la giornata è splendida, perché immagino che con la pioggia questa diventi una salita veramente ostica.

La seconda salita di giornata è quella del Furkapass (versante di Hospental), che presenta prima una serie di tornanti per poi concludersi con drittoni impegnativi ma molto panoramici su una bellissima vallata di origine glaciale. Il valico è posto a mt. 2.436 s.l.m.

Scendendo dal passo ed essendo ormai abbondantemente fuori tempo massimo per la classifica, notifichiamo alla vettura dell'organizzazione l'intenzione di continuare il percorso in autonomia liberandoli da ogni responsabilità e quindi ci fermiamo immediatamente per una sosta-pranzo al rifugio posto al belvedere presso il ghiacciaio del Rodano.

Lunghissima discesa verso il Vallese e poi inizia la terza, micidiale, salita: il Nuefenpass, 13 km. con 1.100 metri di dislivello... infiniti drittoni con pendenze 9-11% e qualche raro tornante per riprendere fiato ma giusto nel finale. Al valico, posto a mt. 2.477 s.l.m., tanta l'emozione e la soddisfazione per avere terminato le fatiche. Infatti, da lì al traguardo ci attende solo una lunghissima discesa.

È stata una giornata davvero da ricordare, baciata dal sole dal primo all'ultimo chilometro, passata tra amici pedalando e chiacchierando sempre insieme, con numerose soste per immortalare con foto e video i paesaggi meravigliosi che si aprivano davanti ai nostri occhi, dimenticandoci sin da subito che si trattava - teoricamente - di una gara...

Menzione speciale per il prezzo di una bottiglietta d'acqua da mezzo litro al rifugio: 5 euro :-O Ripeto: bottiglietta d'acqua (non merlot) da mezzo litro. E' scattato in automatico il "non vi penso proprio" e, come conseguenza, il riempimento delle borracce direttamente dalla cascatelle che venivano giù dalle rocce o dai ruscelli in mezzo ai prati: vuoi mettere?

Marco Marzano